Alessandro Penso al Festival Internazionale "Isole che parlano"

Palau (Otranto) dall'8 al 30 settembre 2016

Alessandro Penso, vincitore del World Press Photo 2014 nella categoria ‘General News’, sarà il protagonista della sezione fotografica del Festival internazionale "Isole che Parlano".

La manifestazione che ha ospitato, tra gli altri, Mario Dondero, Cristina Garcia Rodero, Letizia Battaglia, Romano Cagnoni, Francesco Cito, Mattia Insolera si svilupperà nello spazio espositivo del centro di documentazione del territorio, in cui potremo vedere la mostra fotografica “Lesvos“, un reportage di 40 immagini sul dramma dei rifugiati in Grecia.

Lesvos è un’isola arrivata alla ribalta della cronaca degli ultimi mesi. I numeri registrati dallUNHCR nel 2015 sono 850.000 rifugiati arrivati via mare. Di questi circa 500.000 sono sbarcati sull’isola di Lesvos, avamposto della costa della Turchia.

Pur rappresentando il cuore dei flussi migratori, Lesvos non è preparata a supportare una pressione di tali entità e non ha nulla da offrire ai rifugiati, principalmente siriani, afghani e iracheni, richiedenti asilo. Una volta raggiunte le coste d’Europa, l'odissea dei profughi prosegue dopo aver trascorso giorni e notte nei campi profughi affollati non sufficientemente organizzati per la prima accoglienza.

Dunque oltre a non poter assicurare un posto al coperto, nelle tende o alloggi di fortuna, vengono meno le condizioni primarie minime per la ricezione tra cui i servizi igienici e le docce.

E in questi campi, così inadeguati che i profughi si troveranno ad aspettare anche per lunghi periodi, la registrazione necessaria a proseguire il loro esodo attraverso la Grecia verso l'Europa.

Uomini, donne e bambini dopo aver rischiato la loro vita in mare, approdati nella zona nord dell'isola proseguiranno a piedi per 50 km. fino all'area del porto della città dove li attende una fila infinita per la richiesta dei documenti e dove sarà la polizia a decidere chi potrà avere asilo o chi dovrà essere rimpatriato.

Alessandro Penso in questa mostra, oltre a presentare i suoi scatti, evidenzia le restrizioni che hanno limitato il suo lavoro di reporter nell’isola di Lesvos “la polizia mi faceva aspettare in macchina, mi allontanavano dalla spiaggia, pur trattandosi di aree pubbliche“.

Ma non solo, coraggiosamente denuncia che la polizia costiera distruggeva le barche che arrivavano ed ometteva il soccorso ai rifugiati, lasciandoli morire.

Il fotografo, vincitore del Magnum Foundation Emergency Found, segnala che uno dei principali problemi in Europa è il regolamento di Dublino sottolineando che, solo nel 2011, il 99,5% delle richieste di asilo sono state respinte dalla Grecia: i rifugiati non ammessi, la maggior parte, si sono trovati a interrompere il loro viaggio e a transitare nei CIE, una nuova forma di prigionia: “La Grecia è l’unico paese che detiene i migranti nei centri per 24 giorni, una violazione del diritto europeo che prevede come tempo limite 18 mesi“.

Con il governo di Tspiras si è registrata la chiusura di diversi centri e si è iniziato a permettere il transito dei profughi ma senza alcuna pianificazione.

Il fotografo inoltre sottolinea che i mass-media hanno avuto un ruolo negativo nella vicenda poiché sono i principali responsabili della perdita di empatia ed umanità da parte dei cittadini. La paura, ancora una volta sarà lo strumento più efficace per strumentalizzare, convincere la gente comune a dividere e a rifiutare il dramma che stiamo vivendo, o semplicemente a voltarsi dall'altra parte.

La mostra organizzata in collaborazione tra l’associazione Sarditudine e Ogros Fotografi Associati, lsarà inaugurata l’8 settembre alle 21.30 con un incontro con l’autore intitolato ‘Riflessioni sull’etica di un mestiere’ e rimarrà aperta al pubblico fino al 30 settembre.

Per maggiori info

www.isolecheparlano.eu

Foto: Lesbos. Greece. Oct. 21, 2015. 
A father hugs his young daughter as they land on the Greek island of Lesbos, after crossing the Aegean sea from the Turkish coast
He later said they were afraid during the trip because of the bad weather © Alessandro Penso

 

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